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La Valle dei Segni

Vallecamonica

I SEGNI DELLA NATURA

Il fascino di un territorio autentico

In Valle Camonica è facile immergersi nella natura: basta alzare lo sguardo e si notano le cime innevate, i boschi, le vallate che solcano le montagne. Basta muoversi per i sentieri, percorrere le mulattiere, salire in quota verso i rifugi per sentire di essere dentro i segreti della natura.
Più della metà del territorio camuno è tutelato da aree protette, tra le quali il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco Regionale dell’Adamello, terre abitate da una fauna ricca e diversificata e da una flora spontanea che cresce grazie all’incontro tra il freddo dei ghiacciai e il clima fresco del Lago d’Iseo.
Ma la valle Camonica è un territorio autentico. Insieme al patrimonio naturale permette, infatti, di riscoprire numerose testimonianze della presenza umana: i borghi medievali e le località turistiche, le attività manifatturiere e la tradizione agricola, i grandi cicli dell’arte rinascimentale e la tradizione artigianale di un saper fare diffuso.
La Valle Camonica è la sua natura e la sua storia: è la Valle dei Segni.

I SEGNI DELLA STORIA

Il lungo racconto della presenza umana

La storia della valle Camonica è ricca e antica, anzi preistorica!
Più di 10.000 anni fa s’insediò in questo territorio una civiltà di uomini preistorici, i Camuni, che lasciano indelebile il segno della loro presenza attraverso le incisioni rupestri. Trecentomila immagini incise sulle pietre, il più grande insediamento di arte preistorica d’Europa, il primo sito italiano riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.
Dopo i Camuni, la valle subì una rapida romanizzazione, con il primo insediamento dei Romani a partire dal I sec. d.C., i cui resti sono oggi ancora visibili nei siti archeologici di Cividate Camuno e Breno.
Castelli, fortificazioni, borghi antichi sono segni della storia che avanza, fino ai giorni nostri, fino alle testimonianze della prima industrializzazione, con i primi forni fusori, le fucine, le centrali idroelettriche, i colpi tragici della Grande Guerra in Adamello.
La Valle Camonica è il lungo racconto della civiltà europea.

I SEGNI DELL’ARTE

Dai grandi maestri del passato all’arte contemporanea

La Valle Camonica è da sempre territorio di confine, di passaggio di incontro. Lo è ancor di più nel genio dei numerosi artisti itineranti, che hanno percorso i sentieri e le strade di montagna per incontrare queste comunità generose, colte, che li hanno accolti e spesso custoditi come segni preziosi di civiltà.
Dal classicismo elegante di Giovanni Pietro da Cemmo (XV sec.), al realismo popolare di uno dei più affermati artisti lombardi, Girolamo Romani, detto Romanino (XVI sec.), che ha svolto un avvincente percorso tra i volti sanguigni di questa Valle, trasporti in raffigurazioni sacre che stupiscono per le note “espressionistiche” della sua ultima fase pittorica.
In questa, come in molte valli alpine, di grande valore è anche la tradizione scultorea, testimoniata dalla presenza di importanti scuole di intaglio e scultura, come la bottega dei Ramus di Edolo (XVII sec.), che ha scolpito gli altari barocchi di tutte le chiese dell’Alta Valle Camonica, che culmina con la stupefacente Via Crucis di Cerveno, scolpita da Beniamino Simoni nel XVIII secolo, e approda nell’arte contemporanea di Franca Ghitti, artista di fama internazionale, che ha saputo tradurre nelle sue opere questa tradizione unita ai segreti della “ferrarezza”.

I SEGNI DELLA FEDE

La Valle del Sacro

Fin dalla Preistoria la Valle Camonica ha ospitato i riti e l’intima devozione dell’uomo verso il sacro. Oggi il territorio camuno continua ad essere un luogo di grande spiritualità: le sue chiese e i suoi santi, gli eremi e i conventi, le tradizioni religiose e popolari sono gli spazi e i sentimenti della vita quotidiana degli abitanti. Sono anche un continuo invito al dialogo, alla condivisione delle ragioni e dei significati dell’esistenza.
Il territorio, con la forza del suo paesaggio, è lo sfondo che accomuna queste molteplici e autentiche espressioni di spiritualità: dai siti di culto della Preistoria alla statua del Cristo Re dorato di Bienno, che accoglie dall’alto i visitatori che salgono in Valle, dal santuario di Spinera a Breno, dedicato al culto delle acque e alla dea Minerva, alla Croce del Papa di Cevo, ripiegata su se stessa, come a custodire l’intima sacralità della montagna. E la fede popolare esplode nella decennale processione della Santa Crus di Cerveno, nelle maestose infiorate di Gianico e Berzo Demo.

I SEGNI DELLA TRADIZIONE

Il suono del futuro, l’eco del passato

La Valle Camonica ascolta il futuro, ma con l’orecchio attento agli echi della sua storia e delle sue origine lontane. Sono i musei etnografici, numerosi e distribuiti lungo tutto il territorio, a documentare il passato contadino e pastorale delle genti camune, che sempre hanno dovuto fare i conti con le durissime condizioni di vita imposte da una montagna aspra e selvaggia.
Il Sistema “Musei di Valle Camonica” riunisce questi musei, insieme a quelle strutture che documentano l’arte della Ferrarezze, la lavorazione del ferro, molto diffusa intorno a Bienno, nella piccola Valle dei Magli. Il Musil, Museo dell’Industria Idroelettrica di Cedegolo, racconta con un allestimento avvincente, la fase pionieristica della costrizione dei grandi manufatti idroelettrici, mentre il Museo della Guerra Bianca ricostruisce le dolorose vicende della Prima Guerra Mondiale in Adamello. Ma è il Camus, il museo Camuno di Breno, a raccontare in modo esemplare e sintetico l’insieme delle vicende famigliari e artistiche della Valle Camonica

I SEGNI DEL GUSTO, DEL BENESSERE E DELLO SPORT

Uno scrigno per tutte le curiosità

La produzione dei beni alimentari in Valle Camonica è una passione e una tradizione che ogni famiglia porta da sempre con sé.
I prodotti tipici camuni sono molteplici e distribuiti su tutto il territorio: dall’olio d’oliva prodotto sulle sponde del lego d’Iseo ai formaggi d’alpeggio delle nostre montagne. Certamente al primo posto si collocano i salumi nostrani e i formaggi, ma la Valle è conosciuta anche per la produzione di miele, vino, distillati, cereali e per la lavorazione della castagna, utilizzata per la produzione di dolci, pasta, liquori.
Sono i prodotti del territorio, che si ritrovano nei coltivi e nei terrazzamenti di mezza costa, che molti giovani tornano a coltivare. È l’agricoltura eroica, che riscopre i valori di un territorio che vuole rafforzare la propria destinazione turistica.
Oggi la Valle offre, davvero, tante possibilità di scoperta, di svago e di divertimento; nelle stazioni sciistiche è possibile praticare anche snowboard, sled dog, sci di fondo, sci alpinismo, camminate con le ciaspole, e gli eventi competitivi non mancano mai.
Dalla primavera all’autunno, poi la Valle è attraversata da motociclisti, amanti del trekking, del nordic walking, dell’arrampicata e del free climbing, oltre che il ciclismo e mountain bike.
E dopo tanto sport, obbligatoria e la tappa alle Terme per rilassare corpo e mente. Storiche sono le Terme di Boario, punto di riferimento fin dal ‘700, decantate persino da Alessandro Manzoni. Più recenti sono le Terme di Angolo, meta di famiglie alla ricerca di una cornice di naturale serenità.

I SEGNI DI UNA VALLE SOSTENIBILE

Nel paesaggio i nuovi percorsi e le antiche suggestioni

La Valle Camonica in questi ultimi anni, sta notevolmente rafforzando la propria offerta turistica, attraverso l’introduzione di nuovi percorsi e la riscoperta di più antiche suggestioni.
Per attraversare la Valle in bicicletta, senza troppo sforzo, si può scegliere di percorrere la pista ciclabile che da Pisogne arriva fino a Capo di ponte: una pista in fase di continua espansione e abbellimento, che già conta più di 50 chilometri percorribili.
Ma il paesaggio della Valle Camonica può essere attraversato anche a piedi, attraverso la storica Via Valeriana, un percorso di circa 130 km, che parte da Fantecolo, in Franciacorta, per arrivare sino all’Aprica e al Tonale. Un’autentica immersione in tutte le risorse naturali e culturali della Valle può essere fatta attraverso un altro lungo itinerario che ripercorre il leggendario percorso dell’esercito guidato da Carlo Magno, che conquistò, così dice la leggenda, tutti i territori camuni e fondò numerose chiese e luoghi di culto cristiani.
Un lungo percorso è previsto anche per gli amanti dei cavalli: 200 km di ippovia che, attraverso sentieri e mulattiere, collegano l’Adamello al Lago di Garda.

(tratto dal fascicolo “Valle Camonica. Un territorio di incontri”)




 
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